Recensione sul quotidiano Bari Sera del 30/07/2007

Cosa sarebbe successo se i Beatles fossero tornati insieme e avessero continuato ad incantare le platee di tutto il mondo?
Magari avvicinandosi alle sonorità del jazz guidati dal carisma di una voce femminile?
Ad immaginarlo?
Beatles Today , un progetto musicale andato in scena lunedì sera presso l'istituto Salesiani Redentore di Bari per "Un'estate tutta da vivere", la rassegna organizzata dall'ottava circoscrizione, in collaborazione con la compagnia teatrale Tiberio Fiorilli e le associazioni culturali "Il cabaret" e "Scusate il ritardo", che prevede commedie teatrali e concerti jazz in tutto il periodo estivo nelle piazze, nei parchi e nelle spiagge dei quartieri Libertà , Marconi, San Girolamo e Fesca.
Beatles Today è la concretizzazione di un sogno, quello del contrabbassista Luigi Catella, che insieme agli altri membri del suo quintetto (Nico Colonna alla batteria, Onofrio Paciulli al piano, Paolo Magno alla chitarra e Luciana Scotti alla voce) ridà lustro e linfa vitale a brani immortali dei quattro "scarafaggi" di Liverpool. "Non quelli più famosi", dice Catella, anche voce recitante dello show, "ma i pezzi che ci sembravano più funzionali alla storia che volevamo raccontare".
Il Luigi Catella Quintet li rivisita e li riscrive in chiave jazz grazie agli arrangiamenti di Paolo Magno e dell'intero gruppo. Fa un certo effetto ascoltare canzoni come "Come Together" o "Can't buy me love" con questa veste diversa, inconsueta, ma ugualmente affascinante.
Le parole sono le stesse, ma a volte il pubblico fa fatica a riconoscere le melodie che hanno fatto la fortuna dei Fab Four interpretate dalla calda e carezzevole voce di Luciana Scotti: il quintetto maneggia una materia prima che ha fatto impazzire intere generazioni e, in qualsiasi modo la si plasmi, l'effetto strepitoso sul pubblico rimane lo stesso.
Il Luigi Catella Quintet fa emergere la voglia di libertà e di normalità dei quattro ragazzi inglesi, il loro desiderio di sperimentare continuamente, di contaminare i generi musicali valicando la linea invisibile tra essi, in realtà artificio creato dalle logiche del mercato.
Beatles Today è in un certo senso spezzato a metà dalla tragica morte di John Lennon, spezzato come fu il sogno di un uomo e di un gruppo che con la loro arte avevano inteso, non solo conquistare le massime vette del successo mondiale, ma dare nuovi stimoli e motivazioni alla musica di quegli anni.
Mark David Chapman, in quella fredda sera dell'8 dicembre 1980 a New York, non uccise solo un uomo, ma distrusse le utopie di un'intera generazione di ragazzi che, grazie al genio creativo di Liverpool, avevano creduto nella possibilità di cambiare il mondo. Brani come "Give Peace a chance" o "Imagine" restano di diritto nella memoria collettiva, ma purtroppo i sogni il più delle volte si trasformano in realtà solo in una canzone.
"La realtà toglie molto all'immaginazione" amava dire lo stesso Lennon e spesso si è costretti bruscamente a smettere di sognare e di far sognare.
Per il Luigi Catella quintet invece il sogno è una necessità, perchè i sognatori sono capaci di realizzare qualsiasi cosa, di innamorarsi di chi desiderano e di rendere i loro desideri mete da raggiungere, come Beatles today, diventato realtà esattamente come la loro voglia di fare della musica la loro vita.

Nicola Signorile

Recensione di Nino Di Leone

Beatles Today

E meno male che “ TODAY “ non è !
Perché se avessimo “aggiornato” i Beatles nella maniera logicamente intuibile del giorno d’oggi
( nell’ambito dell’attuale musica d’ascolto) avremmo dovuto ritoccarli con accenti rock o fusion o chessò io !
….e invece il vostro lavoro non mi è piaciuto molto !
                                 Mi è piaciuto MOLTISSIMO!!
Detto questo passiamo al dettaglio:
Rilevo un gradevole ascolto dovuto innanzitutto alla assoluta mancanza di tendenze a strafare
( quando si trascurano moderazione e modestia) attenendosi invece al proprio livello tecnico e soprattutto al buon gusto.
Le varianti (specialmente ritmiche) al celeberrimo repertorio prescelto, sono squisite trasposizioni in dignitosa chiave Jazzistica che assolutamente non profana il “favoloso” programma anzi lo traduce in una veste che ci entusiasma senza che tuttavia sfuggano un geniale fraseggio introduttivo di “Come Together” o nell’esordiente “Can’t buy me love” un sugo di classica cucina jazzistica né aggiornata (TODAY) né avveniristica (TOMORROW).
Il buongusto dei solisti “seriamente sorretti” dalla sezione ritmica, ha più volte determinato “smorfie” di assenso e compiacimento da parte di un “vetusto appassionato” e criticone (quale mi compiaccio di essere) scuotendo il capo nell’approvare ed inappellabili elaborati.
E che dire dell’interprete vocale?
Premessa la mia atavica avversione per quasi tutti i cantanti, affermo che quella maniera di esprimersi, garbata, swingata, carezzevole e misurata, dispensa fascino colmo di seduzione ritmica e musicale e richiama alcune celebri voci che neppure voglio nominare per non incorrere nel deprecabile difetto dei confronti o del riconoscimento di percorsi già tracciati da altri, negando implicitamente la autonoma personalità della interessante interprete.
Ignoro ovviamente, se è bella, se è brutta, se cantando esibisce seducenti movenze ma ho avvertito un rarissimo appagamento emotivo che quel sound , (composto, equilibrato e senza incontinenze) mi provoca : alle orecchie, alle viscere e soprattutto all’animo proteso in un ascolto inebriante e compiaciuto!
Teniamo conto comunque che la mia prolissità non è dovuta a mania logorroica bensì a dettagliate descrizioni delle personali impressioni di un “appassionato quanto profano e attempato ascoltatore”…..
E quindi è lecito sospettare alquanta inaffidabilità di queste del tutto personali e fors’anche presuntuose!
E per non ricorrere sempre a complimenti formali e dialettici lasciatemi concludere con una significante parola: BRAVI.

Nino Di Leone